lunedì 26 gennaio 2015

Un manoscritto della Leggenda umbra alla Biblioteca nazionale di Francia



Caterina Dall'Olio Avvenire 12 giugno 2015

San Francesco, in salvo la biografia «nascosta»
Daniele Abbiati - il Giornale Dom, 25/01/2015

Il San Francesco ritrovato: una «Vita» per fugare i misteri Assisi, povertà e peregrinazioni

di Paolo Di Stefano Corriere 25.1.15
André Vauchez, specialista di storia della santità medievale, afferma che, nel suo campo, si tratta della scoperta più importante dell’ultimo secolo. E non c’è da dubitarne. Ne ha dato notizia ieri «Le Monde» , in un ampio servizio di Catherine Vincent. Il titolare della ricerca è il medievista Jacques Dalarun, autore di numerosi saggi su San Francesco e su Santa Chiara, un’autorità nel campo degli studi francescani. A lui si deve il ritrovamento di una vita inedita del Poverello di Assisi.

La scoperta riapre la «questione francescana» e dunque ci costringe a fare un passo indietro per ripercorrere in breve una storia piuttosto accidentata che ci riporta agli antichi dissensi nell’ordine dei Minori, tra «conventuali» e «spirituali», da cui venne fuori una moltiplicazione di biografie del fondatore, tutte «politicamente» orientate a restituire un’immagine tendenziosa del santo e dell’Ordine. Nel 1260 (Francesco era morto nel ‘26) il Capitolo generale aveva affidato a San Bonaventura il compito pacificatore di scrivere una vita ufficiale del santo: la Legenda di Bonaventura, che si rivelerà contraddittoria e piena di fantasticherie, sarebbe stata approvata nel 1263 con l’impegno di distruggere le vite non ufficiali per mettere fine alle controversie.
L’autodafè fu purtroppo accuratamente eseguito gettando nello sconforto i futuri studiosi di fonti francescane. Ma nel 1768 fu rinvenuta una Vita prima di Francesco composta nel 1228, su sollecitazione di Papa Gregorio IX, dal francescano e fine scrittore Tommaso da Celano (1220 circa-1265), che aveva conosciuto il fondatore dell’Ordine. L’opera di Tommaso tendeva però a esaltare la figura del potentissimo frate Elia, ministro generale dell’Ordine. La delusione di molti seguaci impose al successore di Elia, Crescenzio da Jesi, di affidare nel 1244 allo stesso Tommaso una Vita secunda (ritrovata nel 1806) con la collaborazione di tre frati compagni di Francesco. Ne venne fuori una biografia incerta e inattendibile, sia nelle lacune che nelle interpolazioni. La decisione di espungere i miracoli avrebbe costretto Tommaso a rimediare, nel 1253, con un Trattato dei miracoli .
Ora, Dalarun ha trovato una redazione intermedia tra la prima e la seconda Vita . Si tratta di una ricerca avviata nel 2007, quando Dalarun pubblicò, attribuendola a Tommaso e datandola tra il 1237 e il 1239, una Leggenda umbra che raccontava gli ultimi due anni della vita del santo, cioè dall’episodio delle stimmate sulla Verna. Il sospetto era che si trattasse di un frammento di una vita più ampia, fino ad allora ignota. Infatti. Nel settembre scorso, lo studioso riceve una mail di un frate dal Vermont, Sean Field, che gli segnala l’imminente vendita all’asta di un manoscritto nel sito di una prestigiosa galleria di New York, Les Enlumineurs .
Il codice, detenuto da una private continental collection , contiene una Vita di San Francesco che include la Leggenda umbra . Il prologo si trova online. Nel decifrarlo, Dalarun scopre che l’autore dichiara di aver scritto la Vita prima: si tratta dunque niente meno che di Tommaso da Celano , il quale precisa che a raccontargli tutto è stato il famigerato Elia. Tommaso aggiunge inoltre che siccome alcuni lamentano che la Vita prima è troppo lunga, gli è stato chiesto di compendiarla: ed eccone il risultato, una Vita intermedia tra la prima e la seconda. A quel punto, Dalarun si rivolge alla direttrice del dipartimento Manoscritti della Biblioteca Nazionale di Francia, che afferra al volo l’importanza della scoperta e per 60 mila euro compera quella che diventerà la vera Vita secunda.
Il volumetto, 120 x 82 mm, contiene diverse altre opere, tra cui una serie di sermoni, le Ammonizioni di San Francesco e un commento del Padre Nostro. L’origine italiana (probabilmente un convento francescano dell’Italia centrale) di questa sorta di «biblioteca tascabile» è fuori discussione, secondo Dalarun, e la sua compilazione si colloca nel decennio 1230. Un’équipe di studiosi è al lavoro. Nel giro di un paio d’anni se ne saprà di più.

Di Tommaso da Celano
Avvenire 26 gennaio 2015

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